Il medico
La ricerca scientifica sulla diastasi: le fonti citate in questo sito, spiegate
Risposta rapida
Ogni numero clinico pubblicato in questo sito ha una fonte verificabile, con DOI o PMID. Questa pagina spiega le fonti una per una: che domanda si poneva lo studio, come è stato condotto, che cosa ha trovato e quali sono i suoi limiti. I dati della casistica TESAR non vengono riformulati: sono riportati come pubblicati e rimandano alla pagina della tecnica sul sito del medico.



Perché una pagina sulle fonti?
Chi cerca informazioni sulla diastasi trova numeri molto diversi da un sito all'altro: percentuali di donne colpite, giorni di degenza, probabilità di recidiva. Spesso lo stesso dato compare con valori differenti perché è stato arrotondato, riassunto o copiato senza il riferimento. Questo sito segue una regola semplice: un numero si pubblica solo se ha una fonte verificabile, e si cita così com'è.
Questa pagina raccoglie le fonti usate nelle pagine del sito e le spiega con la stessa struttura: la domanda a cui lo studio voleva rispondere, il metodo, i risultati, i limiti e che cosa significa per chi legge. Le schede vengono aggiornate quando una fonte cambia o se ne aggiunge una; la data dell'ultima revisione è sotto il titolo.
Quante donne hanno una diastasi dopo il parto? Lo studio di Sperstad e colleghi (2016)
Riferimento. Sperstad JB, Tennfjord MK, Hilde G, Ellström-Engh M, Bø K. Diastasis recti abdominis during pregnancy and 12 months after childbirth: prevalence, risk factors and report of lumbopelvic pain. Br J Sports Med 2016;50(17):1092-1096. DOI 10.1136/bjsports-2016-096065 · PMID 27324871.
Quesito. Quanto è frequente la diastasi dei retti in gravidanza e nel primo anno dopo il parto, quali fattori la favoriscono e se si associa a dolore lombare o pelvico.
Metodo. Studio prospettico di coorte su 300 donne alla prima gravidanza, seguite in Norvegia dalla 21ª settimana di gestazione fino a 12 mesi dal parto. La diastasi è stata misurata con la palpazione a 4,5 cm sopra l'ombelico, all'ombelico e 4,5 cm sotto, e definita come separazione di almeno due dita in almeno uno dei punti.
- Prevalenza: 33,1% alla 21ª settimana di gravidanza; 60,0% a 6 settimane dal parto; 45,4% a 6 mesi; 32,6% a 12 mesi.
- Fattori di rischio: nel campione non sono emerse associazioni forti con età, peso, esercizio o modalità del parto; una lieve associazione con il sollevamento di carichi pesanti.
- Dolore lombo-pelvico: nessuna differenza significativa fra donne con e senza diastasi a 12 mesi.
Limiti. La misura è palpatoria, non ecografica; la soglia delle «due dita» è una convenzione; il campione è di primipare norvegesi e non è detto che i valori si trasferiscano a popolazioni diverse; non dice nulla su quando e perché una diastasi diventa sintomatica.
Che cosa significa. È la fonte dei numeri «60% a 6 settimane» e «32,6% a 12 mesi» usati in questo sito: la diastasi dopo il parto è frequente, una parte si riduce da sola nei primi mesi e circa una donna su tre la conserva a un anno. Non dimostra che la diastasi causi mal di schiena né che vada trattata: dice quanto è comune. La pagina quando si chiude spontaneamente usa questi dati per descrivere la finestra dei 6-12 mesi.
Che cosa dice la casistica pubblicata sulla tecnica TESAR (Hernia 2026)?
Riferimento. Casistica di 120 interventi consecutivi con tecnica TESAR (Totally Endoscopic Sublay Anterior Repair). Hernia 2026;30(1):305. DOI 10.1007/s10029-026-03808-2 · PMID 42536212 · PMCID PMC13427856.
Quesito. Se la riparazione totalmente endoscopica per via anteriore della diastasi dei retti, con rete in sede sublay, sia eseguibile in modo riproducibile e con quali esiti a breve e medio termine.
Metodo. Serie consecutiva di 120 Pazienti operati con la stessa tecnica dallo stesso gruppo, con raccolta dei dati su durata dell'intervento, degenza, complicanze e controlli nel tempo.
Risultati. I dati sono riportati integralmente, con le tabelle e la fonte, sulla pagina della tecnica TESAR del sito del medico: è l'unica sede della rete in cui vengono pubblicati e aggiornati, e questo sito li cita senza riformularli. Il dato richiamato nelle pagine sul postoperatorio e sulla chirurgia è la degenza: in mediana 3 giorni, con un intervallo da 2 a 10 giorni.
Limiti. È una serie di casi di un singolo centro, senza gruppo di confronto: descrive che cosa è accaduto a chi è stato operato con questa tecnica, non dimostra che sia superiore ad altre. I risultati a lungo termine e il confronto con le tecniche posteriori o open richiedono studi comparativi.
Che cosa significa. La TESAR è una tecnica descritta e pubblicata su una rivista con revisione fra pari, con una casistica che permette di dire a un Paziente che cosa aspettarsi in termini di degenza e decorso. Il singolo caso si discute alla visita.
Come si leggono i numeri di uno studio?
Mediana e intervallo. «Degenza mediana 3 giorni, intervallo 2-10» significa che metà dei Pazienti è stata dimessa entro il terzo giorno e metà dopo, e che il ricovero più breve è durato 2 giorni, il più lungo 10. Non significa «di solito 3 giorni», né che 3 sia una promessa per il singolo caso.
Prevalenza. «32,6% a 12 mesi» è la quota di donne del campione che a un anno dal parto aveva ancora la separazione secondo il criterio dello studio. Cambiando il criterio (due dita, 2 cm, ecografia) il numero cambia: per questo accanto a una prevalenza va sempre detto come è stata misurata.
Serie di casi e studi comparativi. Una serie di casi descrive gli esiti di una tecnica in un gruppo di Pazienti; uno studio comparativo confronta due tecniche su gruppi simili. Solo il secondo tipo può dire che una tecnica è «migliore»; il primo dice che cosa è ragionevole aspettarsi.
Quando un numero non c'è. Se in una pagina di questo sito manca una percentuale che altrove si legge spesso (per esempio sulla recidiva o sul dolore cronico), è perché non abbiamo trovato una fonte che la sostenga in modo verificabile. Preferiamo un'assenza a un numero senza fonte.
Come vengono aggiunte o corrette le fonti?
Le fonti vengono riviste dal Dott. Federico Fiori. Una fonte entra in questa pagina quando viene citata in una pagina del sito; viene corretta quando una nuova pubblicazione ne cambia la lettura. Le segnalazioni di colleghi e lettori su errori o fonti più aggiornate sono benvenute: si possono inviare dalla pagina dei contatti, scegliendo «Scrivi al Dott. Fiori». Chi cura il sito e come è descritto nella pagina Chi siamo.
Domande frequenti
Perché il sito non riporta percentuali di recidiva o di complicanze?
Perché un numero si pubblica solo con una fonte verificabile che lo sostenga. Dove la fonte c'è (degenza della casistica TESAR, prevalenza dopo il parto) il numero è riportato con il DOI; dove non c'è, si preferisce non pubblicarlo.
I dati sulla TESAR sono su questo sito?
Sono sulla pagina della tecnica TESAR del sito del Dott. Fiori, federicofiori.com/tecnica-tesar, l'unica sede della rete in cui vengono pubblicati e aggiornati. Questo sito li cita con il rimando, senza riformularli.
Che differenza c'è fra mediana e media?
La mediana è il valore centrale di una serie ordinata: metà dei casi sta sotto e metà sopra. La media è la somma divisa per il numero dei casi e risente dei valori estremi. Nei dati di degenza si usa la mediana perché pochi ricoveri lunghi non la spostano.
Come posso verificare una fonte citata?
Ogni riferimento ha un DOI o un PMID cliccabile: il DOI porta alla pagina dell'editore, il PMID alla scheda su PubMed con l'abstract. Entrambi sono identificativi permanenti.