Riabilitazione e tecnologie
Starvac: massaggio endodermico a depressione per drenaggio e cicatrice
Risposta rapida
Starvac è un'apparecchiatura per il massaggio endodermico meccanico a depressione: una ventosa esercita un'aspirazione graduabile sulla cute e la fa scorrere, mobilizzando pelle e sottocute. Nel percorso della diastasi viene proposta nella pre-abilitazione, per il drenaggio dei tessuti, e dopo l'intervento sulla cicatrice e sugli edemi, a ferita chiusa. Non agisce sulla distanza fra i muscoli retti.




Che cos'è lo Starvac e su quale principio lavora?
Lo Starvac è un'apparecchiatura per il massaggio endodermico meccanico a depressione. Un manipolo con una camera di aspirazione viene appoggiato sulla pelle: la depressione, regolabile, solleva una plica di cute e sottocute, e il manipolo viene fatto scorrere lungo direzioni definite. È, in sostanza, una forma meccanizzata e standardizzata del massaggio manuale di scollamento e drenaggio.
Gli effetti fisici descritti sono la mobilizzazione della cute rispetto ai piani sottostanti, uno stimolo meccanico sul tessuto connettivo sottocutaneo e una variazione transitoria del flusso sanguigno e linfatico locale. Da questi derivano gli impieghi abituali: drenaggio degli edemi, trattamento delle aderenze cicatriziali, mobilizzazione dei tessuti prima e dopo un intervento.
Nel percorso della diastasi lo Starvac si inserisce nella pre-abilitazione e ri-abilitazione con due ruoli distinti: prima dell'intervento, per il drenaggio e la preparazione dei tessuti; dopo l'intervento, nel trattamento della cicatrice e degli edemi post-chirurgici. Non ha alcun effetto sulla linea alba né sulla distanza fra i muscoli retti.

In quale fase si usa, quante sedute servono e che cosa si percepisce?
Prima dell'intervento il massaggio endodermico viene proposto, quando indicato, per ridurre il ristagno di liquidi e mobilizzare i tessuti dell'addome nelle settimane che precedono la riparazione. Dopo l'intervento si inizia sulla cicatrice solo a ferita completamente chiusa, di norma dopo tre-quattro settimane e con il via del chirurgo, con intensità ridotte e progressive: l'obiettivo è mobilizzare la cicatrice rispetto ai piani profondi e trattare l'edema circostante.
Un ciclo prevede di solito otto-dodici sedute, una o due a settimana, di venti-trenta minuti. La persona percepisce una trazione sulla pelle e lo scorrimento del manipolo; l'intensità è graduabile e viene adattata alla sensibilità e alla zona. Possono comparire arrossamenti transitori e, con intensità elevate, piccole ecchimosi che si riassorbono in pochi giorni.
Quali sono i limiti, quando non è indicato e qual è il livello di evidenza?
Livello di evidenza. Non esistono studi controllati che dimostrino un effetto di questo trattamento sulla diastasi; viene proposto come supporto al percorso riabilitativo. Sul trattamento delle cicatrici e degli edemi gli studi disponibili sul massaggio meccanico a depressione sono di piccole dimensioni e con esiti misurati in modo eterogeneo: l'impiego si basa sulla pratica clinica, non su prove di efficacia conclusive.
Che cosa non fa. Non riduce la distanza fra i muscoli retti, non elimina la cute in eccesso, non rimuove il grasso e non sostituisce né la riabilitazione attiva né, quando indicato, l'intervento.
Quando non è indicato. Ferite non ancora chiuse, infezioni cutanee in atto, trombosi venosa profonda o flebiti, neoplasie attive, terapie anticoagulanti non controllate, fragilità capillare marcata, gravidanza sull'addome. Sulla zona operata si attende sempre il via del chirurgo.
La forma e la funzione. Questo sito si occupa della funzione della parete addominale. Gli impieghi del massaggio endodermico con finalità estetica (cellulite, rimodellamento del profilo) rientrano nella chirurgia plastica ed estetica e sono trattati sul sito del Dott. Fiori dedicato alla forma, federico-fiori.it.
Domande frequenti
Lo Starvac fa male o lascia segni?
L'aspirazione è graduabile e la sensazione è una trazione sulla pelle; possono comparire arrossamenti transitori e, con intensità alte, piccole ecchimosi che si riassorbono in pochi giorni. Sulla cicatrice si lavora con intensità ridotte e solo quando la ferita è ben chiusa.
Quando si può usare sulla cicatrice dopo l'intervento?
Di norma dopo tre-quattro settimane, a ferita completamente chiusa e con il via del chirurgo, per mobilizzare la cicatrice rispetto ai piani profondi e trattare l'edema circostante.
Quante sedute servono?
Cicli di otto-dodici sedute, una o due a settimana, definiti sull'obiettivo: drenaggio, preparazione dei tessuti o cicatrice. La durata del ciclo si rivaluta durante il percorso.
Lo Starvac agisce sulla diastasi?
No. Lavora su cute e sottocute; la diastasi riguarda la linea alba. Non esistono studi controllati che dimostrino un effetto del massaggio endodermico sulla distanza fra i muscoli retti.